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Adwa si trova nella regione del Tigray, in Etiopia, ai confini con l'Eritrea e il Sudan.
Anni di malgoverno hanno provato duramente questa terra ed ora il processo di ricostruzione è lento e faticoso.
La regione del Tigray è più povera perfino del Bangladesh, siccità e carestia uccidono migliaia di persone ogni anno, basta una stagione delle piogge troppo scarsa o troppo abbondante ed è subito emergenza umanitaria.
L'attuale Governo sta faticosamente cercando le strade per condurre il paese verso una strategia di sviluppo e progresso, ma è un lavoro difficile che richiede tempi lunghi, tenuto conto anche della molteplicità delle etnie.
L'assistenza sanitaria è tra le più povere dell'Africa. Se nella capitale si possono trovare a volte cliniche private più o meno affidabili, nelle altre città e nei villaggi la situazione è disperata: mancanza di medicine anche essenziali, impreparazione di medici e di infermieri, strutture fatiscenti che spesso sono micidiali centri di infezioni e di epidemie. La popolazione adulta, specie femminile, è al 90% analfabeta. Anche se il Governo sta facendo grossi sforzi per l'alfabetizzazione, mancano insegnanti preparati, le classi sono sovraffollate e mal fornite, i libri di testo insufficienti tanto che spesso solo l'insegnante ne ha una copia.
In questo contesto, nel 1993 ad Adwa arrivano le Figlie di Maria Ausiliatrice e due salesiani; in 15 anni sono riusciti a costruire una missione cui fanno riferimento oltre 10.000 persone. Le suore si dedicano in modo prioritario alle fasce più deboli, donne e bambini. Per far fronte all'alfabetizzazione, le Suore aprono una scuola materna, a seguire una elementare, media e superiore. Inoltre si attivano corsi di avviamento professionale, una scuola tecnica, un ambulatorio e l'oratorio. Subito la mortalità infantile è calata, le stesse gestiscono l'unica ambulanza della zona dedicandosi soprattutto alle madri in attesa ed ai loro piccoli.
L'obiettivo da raggiungere è quello di passare dall'assistenzialismo all'autonomia, fornire ai bambini di oggi, adulti di domani, gli strumenti per essere fautori del proprio futuro e di quello dei loro figli. Sono più di 3.000 i bambini che frequentano regolarmente la scuola. Molte famiglie si trasferiscono da zone molto lontane pur di iscrivere i figli nella scuola della missione. Per ora occorre ancora dare da mangiare ai bambini prima che entrino in classe per evitare che svengano durante le lezioni; i risultati ottimali raggiunti da questi piccoli sono una conferma della scelta fatta. Solo l'educazione affiancherà per sempre queste creature dalla dipendenza dei paesi ricchi.